Percorso terapeutico: seconda parte

La seconda parte del nostro intervento è la deconfusione del Bambino: deconfondere il Bambino significa fare in modo che il Bambino non sia Adattato, ma Libero. Per fare questo interveniamo su tutte quelle ingiunzioni e quegli ordini che le figure gentoriali di partenza (padre, madre, ma anche figure di riferimento come insegnanti) hanno portato all'interno del Bambino. Il percorso psicoterapeutico individuale punta a guarire il paziente dalle ferite del passato, individuando nella sua memoria quegli eventi che lo hanno condizionato e portandolo a ripercorrerli con una nuova opzione. E' infatti molto importante aiutare il paziente a rompere gli schemi, a muoversi in maniera libera, aiutandolo ad uscire dai vecchi schemi rigidi in cui si è incastrato.

Quando lavoriamo sugli stati dell'Io, lavoriamo anche a livello cerebrale.

Grazie alla plasticità cerebrale si può intervenire ridefinendo un percorso neuronale che da vecchio, ripetitivo, patologico, ovvero, copionale diventa nuovo e veloce. Il copione rappresenta un adattamento della persona che lo ha dovuto accettare per sopravvivere ("per sopravvivere devo essere buono, bello e bravo"). Il problema dell'individuo è l'adattamento. Se la persona riesce a sentire questo insight, che gli rivela il suo adattamento allora può ritrovare la sua libertà di bambino e riesce anche ad energizzarsi in maniera differente rispetto all'altro rimettendosi in contatto sociale in una relazione vera e libera. La verità e la libertà, infatti, sono i due pilastri su cui si deve fondare e su cui deve camminare la vita della persona.

Il veicolo principale per lavorare a livello degli Stati dell'Io e degli Organi Psichici della mente è: la parola che guarisce. A.I.D. Center ha per questo sviluppato ed approfondito dopo circa 15 anni di lavoro, ricerche e studi la "terapia della tenerezza".

Questo metodo oggi insegnato ai volontari e agli operatori specialisti del settore a più livelli presso l'A.I.D. utilizza la tenerezza del linguaggio, libero da qualunque giudizio o pregiudizio sull'individuo. Il paziente come persona si sente così sinceramente accolto dall'altro con il quale sente la libertà di aprirsi e di lavorare proficuamente per raggiungere la guarigione personale. La tenerezza e' in grado di toccare, letteralmente, le parti più profonde dell'essere umano e quindi anche a livello encefalico attraverso un passaggio complesso ma estremamente veloce, da anni utilizzato nel nostro Centro comprendente 15 passaggi terapeutici di sbocco, in particolare a livello emotivo.

Si può arrivare così a toccare quasi chirurgicamente quelle aree cerebrali implicate nello stato di disagio della persona come ad esempio una delle zone più arcaiche del cervello: l'amigdala. Attraverso una comunicazione neutra, priva di giudizio, il paziente si apre. Tutte le parti del cervello collaborano a ristabilire il benessere del soggetto. Esse possono anche lavorare autonomamente una dall'altra. Essenziale sarà partire dal bene e dal positivo dell'individuo: questo metodo insegnato e sperimentato da anni guarisce la struttura mentale della persona e conseguentemente le strutture anatomiche dell'intero organismo qualora il danno non sia divenuto totalmente irreversibile.

La persona riposizionata sul bene - perché viene dal Bene - è cosi in grado di arrivare alla guarigione personale riposizionando la propria vita nel qui ed ora e superando quella “realta' parallela che spazio temporalmente l'aveva mentalmente bloccata..

Percorso terapeutico:


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